Cambiano i fiori sulla lapide, ma non cambia che sto male
ho chiuso gli occhi sperando che tu mi potessi dir qualcosa
non hai più voce, un po’ come me, o non ascolti
parlo da solo contando che poi ci sia qualcuno che ti aggiorni
vorrei spiegarti la difficoltà di chiamarla col suo nome
dovrei usarla, ma non riesco mai, la parola fine.
La paura della parola fine.
Gazebo Penguins

orari di percorrenza

Un giorno sarò grande pure io e farò un sacco di cose nuove, belle e tutto. Leggerò libri che non parlano di me, guarderò tutti i film più importanti per gli altri e manderò affanculo le vecchie sulla corsia di sorpasso. Giornale la mattina, caffè e brioche, hai visto il governo? Alle 13 colloquio di lavoro, alle 18 aperitivo, la sera fuori e alle 2.00 a dormire. Farò un sacco di cose belle, con un briciolo di pazienza. Ma non sono queste.

Ogni tanto ci penso, e mi dico di non guardare ché tanto gli occhi scappano sempre, assieme alla pancia e all’aria.
Ci penso di mattina quando devo andare a scuola e mi viene in mente di tirare dritto senza che nessuno se ne accorga. Andarsene così, come le canzoni che sfumano quando devono finire, perché finiscono; ma almeno le rimetti in play quelle.

Comunque sia, tirare dritto, strisciando la mano sinistra sulle ringhiere marrone cioccolato e battendo pugni sui segnali stradali e sui pali giallo Simpson’s delle fermate dei bus, con questa sensazione di dover urlare, urlare davvero, tutte le cose che ho da dire, per sentirsi svegli davvero, come diceva Lord Bean.
Siamo branchi di granchi noi, quelle chele dove affondano?

Non ho la patente

Fuori c’è un freddo che fa paura
ho preso il mio zaino
ci ho messo dentro anche le coperte
per me e per te;
ci siamo infilati in macchina
ho spinto giù col pollice e l’indice la sicura.

Ce ne andremo senza sapere perché tornare
io guarderò di fuori e scriverò delle cose più rare
magari poi ci fermeremo a dormire
costruiremo una tenda
vicino la sabbia e le luci gialle
che galleggiano.
Tutto intorno galleggia.

-non pensare-

ti ho detto -non lo so fare-

-tu guarda la strada
cantiamo qualcosa che non c’è
che se non c’è
allora devi inventarmela te.
Tranquillo, guido io.-